lunedì 18 ottobre 2010

On the road

La mia prima volta risale al 1996.
All'epoca avevo tredici anni e i capelli ancora corti come voleva la mamma.
Siamo partiti in quattro, padre madre figlio e figlio (mio fratello, che di anni ne aveva dieci), a bordo di una Fiat Tipo alimentata a gas, dopo la geniale (e per noi ragazzini eccitantissima) idea di mio padre che da un giorno all'altro aveva deciso di caricarci in macchina e portarci a fare un bella zingarata in giro per l'Italia.

Senza aver scelto un itinerario preciso, a parte la prima tappa che sarebbe stata San Marino, ci mettiamo in macchina alle quattro di mattina (ricordo di aver dormito con mezza chiappa sul sedile e l'altra mezza sulla custodia della videocamera di mio padre) e via, valicare gli Appennini!

L'Italia in miniatura
Il mattino dopo mi risveglio avvinghiato a mio fratello e ci ritroviamo davanti a una biglietteria: stiamo per entrare nell'Italia in miniatura! Per me ragazzino curioso di 13 anni (e pure un pò secchione) il parco è uno spettacolo favoloso, hai tutto il paese ai tuoi piedi e puoi guardare i monumenti dall'alto in basso!
Il giro in quella fetta di Romagna ci porta a vedere i delfini a Riccione e poi finalmente a San Marino.

San Marino
Com'ero mezza vita fa
Il viaggio prosegue con una tappa alla laguna Veneta, dove rimango affascinato da un soffiatore di vetro incandescente sull'isola di Murano, e una breve sosta a Padova, dove vivono dei parenti di mio padre che non avevo mai sentito nominare e che fino a oggi non ho più avuto l'occasione di incontrare, i quali trovano opportuno omaggiarci con gli spaghetti più scotti che abbia mai mangiato in vita mia, prima di giungere in una bettola nei pressi di Sirmione, sul lago di Garda.
I giorni seguenti li trascorriamo tra il parco di Gardaland e le sponde del lago.

Lago di Garda
Giuliano
Prossima tappa: Monte Carlo. Visita all'acquario, che contiene una cifra di mostri degli abissi, che ancora frequentano di tanto in tanto i miei incubi, e pausapranzo in riva al mare su una piccola spiaggia incastrata sotto la scogliera (ho poi avuto modo di tornarci dopo una decina d'anni su quella spiaggia).

Genova
Ci fermiamo poi a Genova, il giorno seguente, a vedere altri pesci tartarughe anfibi pinguini di Humboldt animali strani nell'acquario del porto e a girare per la città, prima di tornare verso casa (sostando a Pisa giusto il tempo per un'occhiata alla Torre).


Tutto questo in più o meno una settimana, trascorsa on the road abbestia, come direbbe un caro amico, tra centinaia di chilometri in strada, letti scomodi in pensioncine economiche, panini in piazzola di sosta e soprattutto tanta voglia di lasciarsi stupire dal mondo.

Spesso mia madre mi dice che sono matto ad andare in giro per il mondo da solo (fortuna e gloria, le rispondo alla Indiana Jones), ma forse, in fondo in fondo, chi ha cominciato a mettermi strane idee di libertà dentro questa testolina di cazzo sei proprio te, mà! Te e quello zingaro de mi padre!! 

La mitica Tipo in panne
Bellavita in costa Azzurra



Monte Carlo
Non ci fanno entrare al casinò
Gardaland